L'operaio del 21 secolo
Quando mi chiedono cosa faccio nella vita semplifico sempre: il programmatore. La risposta standard è “Wow fico!” ed è lì che la mia testa vola al concetto di base: non è fico è solo fare l'operaio del 21esimo secolo.
Qualcuno di voi starà già storcendo il naso: paragonare il lavoro fisico di chi sta in fabbrica, corre dietro ai macchinari che lampeggiano e subisce le temperature estive mentre te sei seduto davanti un monitor con l'aria condizionata è veramente di cattivo gusto… sospendete un attimo il giudizio e ascoltatemi. Il paragone può sembrare azzardato ma di base fin che decidiamo di gestire lo sviluppo di software con gli stessi parametri della linea di produzione viene facile il paragone (e la conseguente comprensione di come il burnout sia una delle costanti della vita di chi si dedica a far fare al computer bip-bop).
La tua giornata tipo
Ogni azienda, ogni strasanta azienda, in cui ho lavorato ( ne contiamo tipo 7 in 11 anni ) ha lo stesso schema: arrivi in ufficio, timbri il cartellino, ti metti a battere tasti sulla base di un analisi ( o possiamo chiamarla commessa? così viene facile il paragone ), timbri il cartellino, mangi, timbri il cartellino, batti i tasti, timbri il cartellino e vai a casa pronto a ripetere tutto lo stesso processo il giorno successivo; carino no? NO, la programmazione l'ho sempre definita un arte e come ogni arte richiede cura, creatività e ispirazione; se riduciamo tutto a un lavoro meccanico dove ci differenziamo rispetto a chi lavora su una linea di produzione? Beh semplice: l'operaio non si porta a casa il pensiero della linea di produzione e di come quel pezzo sia uscito leggermente diverso mentre il programmatore è condannato a ripensare a quel maledetto bug anche mentre si prepara la cena! A qualcuno sembrerà fico che qualcuno abbia l'ispirazione per risolvere il problema mentre si guarda un episodio di Temptation Island, io invece trovo che di fatto ti faccia lavorare 24/7 anche non pagato.
Le regole aziendali
L'ufficio deve essere in ordine, devi presentarti alle ore 08:30 e inserire le tue ore, devi vestirti in un certo modo, devi… devi devi…, te devi qualcosa: darti una calmata! Siamo qui davvero a valutare il tutto sulla base di questi parametri ? Perché se è così non vedo la differenza rispetto alla postazione di un tornitore dove però una differenza c'è: la postazione disordinata di un tornitore o un outfit fuori norma lo espone ai pericoli, per il povero programmatore è solo voler imporre una struttura fordista a qualcuno a cui non serve.
Registrazione delle ore
E qui cadono tutti: l'amabilissima pratica di dover registrare ogni minuto del tempo di una persona! Stiamo scherzando? Se in una linea di produzione i pezzi che escono possono essere misurati in maniera continua e porre un kpi ( anche se vi dirò che è un parametro un po capitalista che non amo ) ci aiuta a snellire il processo e aumentare il guadagno pensiamo davvero che si possa mettere un parametro simile alla gestione di un processo complesso? Sarebbe come chiedere a un pittore di stimare quanto tempo gli ci vorrà per fare un quadro: come stracazzo può capirlo? Misuriamo le pennellate o la pittura utilizata ? La percentuale di tela coperta in una giornata ? Follia
Credo sinceramente che pretendere da determinate figure professionali un attenzione continua a uno schermo ( e la regola della pausa del videoterminalista? Pura fuffa comunista per alcuni) sia il motivo per cui a una certa ogni programmatore si ritroverà a dirti: ma sai cosa? Vado a lavorare al burger king. Non siamo macchine, le macchine le programmiamo, siamo artisti e ci state mettendo in catene nella speranza di poterci lucrare sopra il più possibile.
E allora perché lo fai? Perché, come negli anni 50 quando sono state introdotte le linee di produzione, è un lavoro che paga bene e permette di tirare avanti con dignità ma se all'epoca gli oppioidi permettevano di tornare a casa e rifugiarsi lontano dai dolori alla schiena e dal pensare alla monotonia del lavoro qui ci rimangono qualche tirata di svapo e l'ennesima serata su Netflix.
Cosa ne dite se smettiamo e costruiamo un modello di sviluppo in cui effettivamente si permetta alle menti di costruire le architetture del futuro e non l'ennesimo software uguale ad altri 55 con la qualità minima e il profitto massimo?